Chiesa Santi Nazzaro e Celso – Maggiate Inferiore

Celebrazioni

Domenica alle ore 11:15

Per maggiori indicazioni consulta l’orario delle messe aggiornato settimanalmente alla pagina SS. Messe.

Dove

Informazioni

Sulla collinetta che domina Maggiate Inferiore, l’antica “Matiati Infris”, a soli 200 metri dall’altura dove sorgeva un fortilizio visconteo (distrutto a metà del 14° secolo) si erge civettuolo il complesso edilizio della parrocchiale. Dedicata ai SS. Nazzaro e Celso, la chiesa, che forma un tutt’uno con la casa parrocchiale ed il campanile, conserva segni di presenza viscontea.

Nella chiesa, certamente già esistente nella prima metà del ‘500, si conservano nei suoi sotterranei tre sepolcri: uno riservato al consortile visconteo; un altro per i parroci ed un terzo riservato alla confraternita locale. Eretta “Ab immemorabili“, non si conosce la data della elevazione della chiesa, ma certamente nel ‘500 risulta già essere sede di parrocchia. Potrebbe essere stata in origine una cappella privata dei nobili Visconti. Essa fu ampliata in diverse occasioni al punto che la sua fattura interna risulta irregolare. Sino ai primi decenni dell’800, all’intorno sorgeva il camposanto ed all’esterno, un tempo, vi era un piccolo ossario.

Sopra il bell’ingresso in serizzo vi è dipinta l’immagine della Madonna SS.ma col Bambino Gesù tra le braccia attorniati da due santi. A destra San Nazzaro, a sinistra San Celso. Due santi dal culto di derivazione milanese, così com’era la sede del Ducato cui il novarese apparteneva allora.

Particolari sulla volta di ingresso della chiesa

L’altare maggiore, al centro dell’edificio, nel 1’799 fu rinnovato con la balaustra. La costruzione del nuovo fu affidato a due artisti milanesi con la condizione che lo stesso fosse di egual fattura dell’altare esistente nella chiesa parrocchiale di Conturbia. L’altare maggiore fu poi indietreggiato di qualche metro nell’anno 1’906 in occasione del rifacimento del coro e della sacrestia.

Alla sinistra, guardando la dignità dell’altare, vecchi dipinti raffiguranti Santa Cristina e San Bernardo contornavano quello che fu il vetusto altare dedicato all’Immacolata già delocalizzato e rifatto attorno alla seconda metà dell’800 a lato di quello centrale, sulla parete sinistra, guardando dall’ingresso.

Nel 1’870, per decisione di un saggio parroco, don Abbondio Cantini, e con elargizione del popolo, si iniziò la costruzione di un nuovo altare in marmo. Con grande fervore popolare in quegli anni fu portata a termine l’opera e così l’altare, la nicchia e l’entrostante simulacro della Madonna furono collocati dove si trovano tutt’ora. Nel turbine dell’ultimo conflitto mondiale, la popolazione vi ebbe una devozione particolare consacrandosi al Cuore Immacolato di Maria, nel giorno dell’Epifania del 1’944.

Entrando, in fondo alla piccola navata di destra è visibile un altro altare dedicato al SS.mo Crocifisso. Lo stesso è anche dedicato a San Grato, protettore dei raccolti agrari ed invocato contro la grandine ed il fulmine. Questo vecchio altare, anticamente collocato di fronte all’Altare della Beata Vergine Immacolata trasportato in capo alla navata laterale destra durante i lavori del 1’906. Al centro della scena di quest’ultimo, l’opera pittorica dell’artista Rollini.

Annunciazione

Un’opera, quella del Rollini, originariamente destinata alla chiesa della Consolata di Torino e commissionata da San Giovanni Bosco. Lo stesso don Bosco, amico di un santo parroco maggiatese, don Giacinto Allegra, dirottò l’opera alla piccola Maggiate Inferiore.

Attigua alla chiesa e casa parrocchiale, la torre campanaria rimonta la sua origine all’anno 1’497; opera terminata l’anno seguente, anche se nel corso degli anni dovette subire alla sommità alcune modifiche.

Targa di costruzione del campanile

Dal saggio della prof.ssa Laura Chironi (Gattico-Maggiate, presenze storiche nel medio novarese-1994) si può leggere come prima di quella data, tra le disposizioni elargite alla visita pastorale del vescovo novarese Cesare Speciano del 1582, si ordinò dallo stesso di “sistemare la piccola torre campanaria da cui pendono le funi all’interno della chiesa”.

Infine, memore del tempo in cui, la gente illetterata poteva “leggere” sulle opere pittoriche e scultoree il messaggio evangelico; la cosiddetta “Bibbia dei poveri”; riallacciandosi alla bella tradizione visiva, l’interno della chiesa ora raccoglie in sé ricordi del passato assieme a realizzazioni contemporanee.

Armonicamente sposate all’antico, vi sono una serie numerosa di opere ricavate dal legno, eseguite dalla mano di una coppia di artisti moderni: il parroco pro-tempore don Giovanni Cavagna ed il signor Teresio Gattoni, maggiatese di vecchia origine.

Al fondo della chiesa, sulla destra, in occasione dell’Anno della Misericordia 8 dicembre 2’015 – 26 novembre 2’016 è stata collocata un’opera in creta di Don Giovanni, collocata e benedetta dal vescovo Franco Giulio Brambilla.

La Misericordia
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